L’Amnistia di 99paranoie

Chi è 99paranoie?

99paranoie è un ragazzo che viene dalla provincia di Brescia, da quella Pianura Padana fatta di archeologia industriale e fiumi.

Perché proprio “99paranoie”?

A dir la verità è molto semplice, sono un sacco paranoico, e sono del 1999, da qui 99paranoie.

Come e quando hai cominciato a cantare? C’è stato qualcosa in particolare che è stato determinante nel spingerti ad essere quello che sei oggi?

Ho iniziato a cantare (malissimo) ai tipici falò intorno al fuoco, sulle rive del fiume con gli amici. L’esigenza di scrivere e cantare brani miei invece è arrivata durante la fine della mia prima relazione, che è arrivata in concomitanza a un periodo di depressione avuto a Milano.

Quando i periodi particolari arrivano tutti assieme non dev’essere facile, la musica ti ha è stata d’aiuto?

Sì, la musica mi ha sempre aiutato, ma in quel particolare periodo mi ha proprio salvato. 

In primis scrivere aiuta a capirsi, poi cercare di mettere in musica certi testi è un lavoro mentale, che inevitabilmente distoglie i pensieri dal dolore.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione principali, ci sono anche dei modi tramite i quali provi a stimolarla?

Le fonti principali d’ispirazione sono le esperienze che vivo e la musica che ascolto. Diciamo che l’unico modo per stimolarla quindi è vivere esperienze diverse, sempre nuove, e viverle al limite per quanto possibile.

Parliamo dei tuoi primi singoli usciti nel 2020: “Cerchi nel Fumo”, “Corso Como” e “King Kong” rappresentano il prototipo dell’artista che conosciamo oggi oppure c’è sempre quel Jacopo profondo ed introspettivo? 

Quello Jacopo profondo e introspettivo c’è sempre, tuttavia oggi lo nascondo e tengo molto più a bada di un tempo. Essere molto sensibili infatti è doloroso e spesso svantaggioso, per se stessi e per chi ci circonda. Tuttavia nella musica questa sensibilità provo sempre a farla uscire.

Che ci dici del tuo primo EP d’esordio “My Name is Rose”? Perché questo nome e perché esporsi al mondo con una copertina mentre bevi un caffè nel chill? E’ la prima collaborazione ufficiale con Ferramenta Dischi, come ti trovi?

Il nome “My Name is Rose” è nato quasi per caso. Stavamo facendo lo shooting per la copertina, e Aurora Zaltieri, la ragazza che seguiva le grafiche, notò la scritta sul quadro (che appare appunto nella copertina dell’EP) che recitava “My name is Rose”. Sapendo che ancora dovevo trovare il nome del progetto, me lo suggerì. Ed il nome è perfetto per un progetto nato dalla sofferenza, perché “dai Diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.

Comunque si, “My Name is Rose” è il primo progetto nato in collaborazione con Ferramenta Dischi. Sono stati i primi a credere in me e per questo gli sarò sempre grato.

Il Covid ha influenzato la tua evoluzione?

Si, il Covid ha influenzato profondamente la mia vita e quindi anche tutta la mia evoluzione artistica. Sinceramente penso che l’abbia influenzata in meglio, mi ha dato l’occasione per ascoltare e suonare ancora di più.

Arriviamo poi all’uscita di “Lolita” e “iPhone”: abbiamo di fronte una fase nuova di 99paranoie?

“Lolita” e “iPhone” sono i singoli che segnano il passaggio dal suono grunge di “My Name is Rose” all’utilizzo di nuovi suoni, più legati all’R&B e al Cloud Rap, due generi che ho amato e ascoltato tanto tra il 2019 e il 2020.

“iPhone” è molto R&B e si sente molto l’influenza di “Circles” di Mac Miller, soprattutto nella scelta dei campioni e del loop di chitarra che richiama le melodie di “Surf”.

“Lolita” invece è un brano estremamente legato al Soul acido (con suoni tipici del Cloud Rap) di Joji. È infatti una rielaborazione del brano “Attention”.

Infine recentemente è stata rilasciata “Sugar Mummy”, un pezzo potente, ironico ma al contempo provocante.

Sugar Mummy è un brano allegro, scritto da un 99paranoie che cerca di godersela il più possibile, per quanto circondato da problemi.

Serve a ricordarsi che è importante godersi il momento. I problemi ci sono sempre, ma a volte è giusto godersi i momenti:

“Come Icaro in the sky mi scotterò col sole, ma ci penserò domani”

Prossime uscite e programmi per il futuro?

Il 29/10/21 uscirà il mio primo Album: “Amnistia”.

È il progetto da cui sono stati estratti i singoli “iPhone” “Lolita” e “Sugar Mummy”.

Dopo “Amnistia” il mio programma, come sempre, è cambiare.

Perché “Amnistia”, è rivolta a qualcuno in particolare?

“Amnistia” è un progetto legato principalmente alle mie relazioni sentimentali, in cui spesso ho sofferto e ho fatto soffrire. È un album che mi è servito quindi sia a concedere, ma anche a concedermi l’amnistia per le colpe d’amore.

Sai già come cambierai? Sei già in grado di anticiparci qualcosa?

Personalmente posso dirti che sono cambiato e cresciuto molto da allora: “Amnistia” è un disco che ho chiuso a inizio 2020, quasi due anni fa. Il nuovo Jacopo è un po’ più adulto e forse anche un po’ disilluso. Ma al contempo sta pensando solo a ciò che conta davvero, niente cazzate.

Musicalmente sto cambiando molto, con precisione non posso dire nulla non avendo alcuna certezza tra le mani. Ti posso però dire che sono innamorato della Wave Melodic Trap che arriva principalmente da Atlanta.

I tuoi tre album o canzoni che ti hanno segnato l’esistenza?

Astral Weeks” di Van Morrison;

Circles” di Mac Miller

Stadium Arcadium” dei Red Hot Chili Peppers.

Intervista di Aldo Dushi

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