Bilancia

12.07.2021

Non esisteva cibo di cui io non guardassi i valori nutrizionali. Dall’altra parte, però, avevo fame. Avevo quella fame che forse non stava nello stomaco, avevo fame di equilibrio, di felicità. […] La verità è che non sono mai guarita dalla spasmodica voglia di mangiare e neanche dalla voglia di dimagrire a qualunque costo

La bilancia e il peso e le calorie sono spesso considerati argomenti da donne. Le donne si fanno ammorbare dai post su Instagram, dove le ragazze sono perfette e anche quelle che non lo sono, lo sembrano. Anzi, anche quelle che non lo sembrano sono sempre migliori di te. Quando ascoltai per la prima volta Bilancia, questa mi travolse come una valanga. Era il 2018 ed venivo da anni di diete e chili persi, da anni di fissazione per quello strumento che seriamente mi cambiava la giornata. Non una giornata, tutte le giornate. Non esisteva mattina in cui non mi pesassi, non esisteva carboidrato che io potessi ingerire senza sentirmi in colpa, non esisteva cibo di cui io non guardassi i valori nutrizionali. Dall’altra parte però, avevo fame. Avevo quella fame che forse non stava nello stomaco, avevo fame di equilibrio, di felicità, di vivere le cose come vanno vissute. Avevo voglia delle patatine davanti a uno spritz, avevo voglia del kebab alle quattro di mattina dopo una serata, avevo voglia di spensieratezza e di non sentirmi in colpa. La verità è che non sono mai guarita dalla spasmodica voglia di mangiare e neanche dalla voglia di dimagrire a qualunque costo. Quindi, vivo da anni in quel limbo che non inquadro mai nemmeno io, perché, tanto, un rapporto sano col cibo non l’avrò mai; e no, non lo dico perché sono pessimista o perché mi sto arenando, lo dico perché è una cosa che è così radicata dentro di me che penso che potrò solo combatterci, a volte di più, a volte di meno, ma che sarà sempre lì che mi accompagna latentemente in ogni minuto della giornata.

Masamasa è un artista emergente campano nato nel 1997. Mi ci sono imbattuta su Spotify in un giorno leggero. Avevo già il sorriso sulle labbra, perché è un artista che trasmette allegria. L’ultima canzone che ascoltai, però, a mia insaputa, era quella che sarebbe stata una delle mie canzoni, proprio quelle che ti segnano per sempre, quelle che ti acchiappano alla gola senza tanti complimenti, dicendola alla Brunori Sas.

“Ma se questo piatto torna pulito

Io mi sento più sporco”

Quando ho sentito queste due frasi per la prima volta, mi sono sentita capita in modo così profondo che forse non riesco neanche a spiegarlo. Masamasa racconta quel limbo in cui mi trovo da quando ne ho memoria: sempre lì, nel mezzo tra la voglia di abbuffarsi e la voglia di non mangiare più, ma proprio mai più. Ci sono dei giorni in cui non ho che voglia di mangiare qualunque cosa mi capiti sottomano, e sono anche una delle fortunate, perché non mi sono fatta (troppo) condizionare la vita da questa voce che urla nella mia testa. C’è chi questa fortuna non ce l’ha, e che si perde tanti momenti, risate e libertà a causa di un mostro di cui proprio non riesci a liberarti.

“Ho comprato il Bimby

Poi ho saltato i pasti

Poi ho mangiato un sacco

Perché ho sempre fame

Tu che mi guardi male

Mi fai sentire pazzo”

Chi ha sofferto o soffre di disturbi alimentari conosce benissimo questi continui cambi di rotta. Dal non mettere nulla sotto ai denti ad abbuffarsi, da dirsi che, insomma, va bene così, anche se si è sovrappeso (o sottopeso, o comunque non come si vorrebbe), ad aspirare al corpo perfetto, dal godersi un pasto a odiarsi appena si mette giù la forchetta. Il tutto, di solito, succede nell’arco di pochi minuti.

Bilancia per me è stata una svolta, non solo perché è una canzone che parla di un argomento non molto inflazionato nella musica, ma anche perché queste parole venivano da un uomo. E giuro, era la prima volta che mi ci imbattevo.

“Io non ce la faccio

Con la vita che faccio

Sul tram mi faccio

Piccolo un sacco

Per stasera ti guardo

Mi manca il coraggio

Ma se dimagrisco ti parlo”

Quante volte mi sono detta queste parole e con quale arroganza ho pensato che sono le donne si facessero questo tipo di paranoie. Quante volte ho sperato di essere un ragazzo solo per farmi meno problemi, per pensare meno, per essere più accettata anche da me stessa. E invece, in barba a tutto quello che pensavo, questi problemi li possono avere tutti, anche i maschi. Con la differenza che i maschi possono parlarne ancora meno delle ragazze, perché sentirsi deboli o soffrire qualche volta non sono “cose da uomini”.

“Per uscire con te stasera

Che sei sempre così seria

Mi sono messo a dieta

Ho messo i jeans più stretti

Ho comprato una nuova maglia

Per uscire con te

Io sono toro e tu sei bilancia”

E poi, quando ci si è ormai addentrati nel mood della canzone, si sdrammatizza. Sì, perché Masamasa parla di segni zodiacali, altro classico argomento “da ragazze”. Il segno del toro e quello della bilancia sono considerati, da chi studia le affinità tra segni, una bellissima coppia; di conseguenza, la decisione dell’autore di metterli in questa canzone rende la volontà di apparire perfetti – o semplicemente magri – ancora più forte e motivata. Sembra proprio dire: “ho l’occasione di far innamorare la mia anima gemella, ma se non dimagrisco non ci potrò riuscire mai”.

Se si ascolta questo brano in modo superficiale, ci rimane in testa la melodia allegra e il ritornello che sembra scritto da Paolo Fox. Tutti questi elementi rendono questa canzone profonda e leggera allo stesso tempo, in un modo che difficilmente mi ha colpito così altre volte. Per chi questi momenti li ha vissuti, anche il mero non sentirsi soli può fare la differenza. I disturbi alimentari possono colpire chiunque, e soprattutto, spesso, sono invisibili. Ci sono persone normopeso che soffrono di binge eating o di bulimia. Per questo motivo è importante cercare di non fare commenti non richiesti sull’aspetto fisico, non si sa mai cosa stanno vivendo le persone.

Per me, questa canzone è stata la carezza su una ferita aperta che fa fatica a rimarginarsi e, ora, spero che ora possa esserlo anche per voi.

di Matilde Pasqualin

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