Tra le Autostrade e altri Nonluoghi di Miglio

09.05.2021

La solitudine non dev’essere per forza negativa. Mi piace pensarla come uno status che serve a te in primis ,ed il Nonluogo, come le Autostrade, lo reputo molto affascinante.

Chi è Miglio?

Miglio è Alessia Zappamiglio, cantautrice classe ’92 originaria di Brescia che attualmente abita a Bologna. Suona da sempre e appena compiuti i 19 anni lo fa a tempo pieno, periodo in cui ha deciso di lasciare casa per andare a suonare ovunque potesse ed in numerose città italiane.

Sette/otto anni fa era molto diverso suonare: ti presentavi nei locali, senza preavviso, chiedevi se potevi suonare e suonavi.

Nonostante le chiedessero spesso di fare cover, nella scaletta di Miglio c’era sempre uno spazio per le sue canzoni che fin da subito, tra circoli culturali e centri sociali, cominciarono a riscuotere i primi apprezzamenti, finché dal 2018 il progetto non è ufficialmente partito, attualmente portato avanti con Matilde Dischi.

Come hai cominciato a suonare?

Lo devo principalmente a mio padre che all’età di 11 anni mi ha introdotto al suono della chitarra: in quanto musicista ogni volta che ne avesse la possibilità, visto che lavorava anche come informatico, mi ha permesso di apprendere le basi e così, partendo dalle corde di Ivan Graziani, cominciai a suonare da autodidatta.

Col tempo ho capito che avevo bisogno di prendere lezioni di chitarra perché, oltre ad amarla sempre di più, ero convinta che quello strumento avesse delle potenzialità ancora da scoprire.

Pensando a mio padre che nel frattempo lavorava come informatico, sento che non posso fare come lui: per me suonare è un’esigenza, sento di riuscire a vivere facendo solo questo perché è l’unico modo che ho per esternare quello che ho dentro.

Oltre ad Ivan Graziani, chi considereresti gli artisti della tua Infanzia Musicale?

Graziani è stato un punto di riferimento, ma oltre a lui direi sicuramente Ivano Fossati, Lucio Dalla e De Andrè. Crescendo ho avuto modo di spaziare e scoprire altre realtà più “sporche”, come gli Afterhours e i CCCP, per poi andare oltre l’Italia e scoprire uno dei miei gruppi preferiti: i Joy Division.

Ad oggi hai pubblicato 5 singoli e non ce n’è uno uguale all’altro, ho difficoltà ad inquadrarti in un preciso genere o comunque precise influenze, però possiamo dire che non è “Indie”? Ci saremmo anche stufati di usare questo termine abusato

Grazie, direi proprio che non ne possiamo più di sentire questo termine a sfare.

Non lo so, non ci ragiono mai in realtà: io scrivo i testi, compongo la musica e poi magari dopo mi rendo conto di quello che ho effettivamente fatto.

È sempre bello sapere che tu possa sentirci qualcosa, familiare o meno, specialmente se lo paragoni a qualcosa che magari in quel momento non sentivo o non avevo intenzione di trasmettere, ma che grazie al tuo paragone posso dire: “effettivamente”.

Ecco, visto che ogni singolo è completamente diverso dall’altro la fonte di ispirazione è unica oppure ve ne sono in di più e diverse?

Direi proprio la seconda, in me confluiscono più cose che via via ho scoperto e sto scoprendo di me: quando ho scritto Bagno Paradiso ho scoperto una parte dolce di me che non credevo esistesse, mentre in Autostrade trovi una parte “nevrotica” che c’è sempre stata ma che non saprei spiegarti a parole, al massimo tramite i miei pezzi.

Un ruolo fondamentale lo giocano anche quei generi ed artisti che mi piacciono o, vuoi non vuoi, mi hanno influenzato nel corso del tempo, seppur in maniera sempre personale.

In sostanza ci sono momenti in cui sento quella forte esigenza di scrivere, in altri no, ma grazie al mio attuale produttore Marco Bertoni ho capito che dev’essere anche un esercizio quotidiano al quale dedicarsi costantemente.

Tornando ai singoli: Bagno Paradiso in sostanza rappresenta un periodo diverso da quello attuale, mentre cosa mi dici di Pronomania ?

È un brano che ho scritto in quei forti momenti di cui ti parlavo ed era sicuramente un periodo intenso: essendo un brano veramente forte e spontaneo, quando lo riascolto sento ancora quella potenza alimentata da ogni cosa che dico. Ogni parola per me ha un’importanza fondamentale, a maggior ragione quando è in grado di evocare trascorsi personali.

Sono decisamente tanto legata a questo pezzo, ogni volta che lo suono è una continua scoperta, anche adesso nel percorso che sto intraprendendo a Musicultura.

Per la produzione del pezzo, incluso Erasmusplus, devo ringraziare in particolare Simone Laurino col quale, sin da subito, c’è stata una forte sintonia.

Parliamo dell’ultima arrivata: Autostrade, ascoltandola sembra una canzone che proviene direttamente dagli anni ’80. Perché dedicare un pezzo a un Nonluogo?

La risposta più semplice che ti posso dare è che a me piacciono molto i Nonluoghi: sono dei posti meditativi dove c’è un continuo scambio di persone e di contatti, ma in un alone di solitudine. Questa sensazione l’ho provata e la provo spesso, però la solitudine non dev’essere per forza negativa, anzi, penso che tante persone abbiano bisogno di momenti di solitudine per stare meglio.

Mi piace pensarla come uno status che serve a te in primis, ed il Nonluogo, come per l’appunto le autostrade, lo reputo molto affascinante.

A tal riguardo consiglio la lettura di “Nonluoghi” – Marc Agué, un libro che mi tengo nella libreria già da qualche anno.

È un brano intimo, un percorso interiore che racconta cose personali della mia vita, un mio stato d’animo originario del momento in cui l’ho scritto. È un brano scuro che alla fine si illumina, basti pensare che tra le frasi finali dico: “Perché le tue braccia sono grandi come le autostrade / Io ci voglio morire dentro”.

Reputo che con queste parole si senta il forte senso di solitudine, però quel tipo di solitudine che ti dà la forza di buttarti tra le braccia di qualcuno.

La frase che mi ha colpito di più e reputo potente è: “Cercare le risposte alle tue domande nei distributori automatici”

Scrivo sempre per immagini, ogni immagine ha un significato, incluso il distributore automatico all’interno di un’area di servizio.

È risaputo che dentro i distributori puoi trovarci di tutto: dagli snack alle sigarette, dalle mentine ai preservativi, e me lo sono immaginato all’interno di un’area di servizio, che di notte è un (non)luogo di quiete e di silenzio.

Passando ad altro, quali sono i tuoi programmi per il Futuro?Attualmente sto lavorando al mio primo album con Marco Bertoni.

Abbiamo deciso di approcciarci al lavoro con un ritorno, in un certo senso, alle origini, ma evolvendomi.

Mi spiego: in determinate frequenze di quasi tutti i brani che comporranno l’album si sentono ancora (sotto) – piccolo spoiler – parti dei provini chitarra e voce che avevo registrato. Sono rimaste le mie acustiche registrate come “provinacci” in presa diretta. Immagina di averli registrati e poterli usare come base per il pezzo ufficiale: è incredibile.

Quando verrà rilasciato e chiunque lo ascolterà con attenzione potrà sentire sempre la chitarra acustica di sottofondo, la quale, oltre ad essere compagna fidata da quando suono, è un simbolo che rappresenta le mie origini.

Entro la fine dell’anno avrete notizie dell’album.

Adesso, mentre chiudiamo i master, sto pensando a dare il meglio di me in questo nuovo percorso che si chiama Musicultura.

Com’è stato tornare su un palco, soprattutto quello di Musicultura?

È stato bellissimo, specialmente in un contesto del genere.

Rifare il soundcheck assieme ad altri musicisti dopo tanto tempo è stato emozionante, specialmente in un teatro come quello di Macerata.

Pornomania mi ha portato fino a qui e sarà l’amica fidata di questo cammino, in attesa delle prossime fasi.

Ti auguro l’in bocca al lupo. Per concludere esistono brani o album che ti hanno segnato l’esistenza?

È bruttissimo scegliere, ma così su due piedi ti direi:

Anime Salve  di Fabrizio De Andrè

Grace di Jeff Buckley

Cara  di Lucio Dalla

Ma non mi limito a questo, adoro indistintamente tutti, infatti li consiglio.

Intervista telefonica di Aldo Dushi

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