Dal doppiaggio a Sanremo: l’esperienza a tuttotondo di Le Larve

18.07.2021

Dietro al nome “Le Larve” c’è Jacopo Castagna, un ragazzo di Roma. La sua carriera inizia molto presto, prima come doppiatore e poi come musicista. Nel 2010 scrive alcuni brani in italiano, pubblicati l’anno successivo sotto lo pseudonimo con cui oggi lo conosciamo. Nel 2015 firma con una piccola etichetta indipendente e l’anno dopo esce il suo primo disco, dal titolo “Non Sono D’accordo”, che vede la collaborazione di importanti musicisti, quali Giovanni Pallotti e Davide Sollazzi, già protagonisti nelle produzioni di artisti del calibro di Calcutta, Marco Mengoni, Francesca Michelin e Jeff Back. Dopo il primo disco, Jacopo ha iniziato a girare l’Italia, dividendo palchi e eventi con Lodo Guenzi, Gazzelle e Galeffi.

Nel 2018 conosce Davide Maggioni di Matilde Dischi, con cui firma un contratto di management, arrivando così all’attenzione di Polydor/Universal Music. Alla fine dello stesso anno ha pubblicato il singolo “Semplice”. Nel 2019 sono usciti i brani “Lunedì”, “Ho visto la Madonna”, “Piove”.

La svolta arriva nell’ottobre 2020, quando Jacopo pubblica il singolo “Musicaeroplano”. Il brano, prodotto da Davide Maggioni e Stefano Maura, diventa semifinalista tra le venti canzoni semifinaliste di Sanremo Giovani.

Il 4 giugno 2021 esce il suo nuovo singolo, dal titolo “Quella cosa” e noi di Puntaccapo gli abbiamo fatto qualche domanda.

Partiamo dal tuo ultimo singolo dal titolo “Quella cosa”, in cui affermi:

“Oggi non è stato il giorno in cui ho dimostrato di valere […]”//”non è stato oggi che ho dato fuoco a tutto”, “non è oggi che mi sono arreso”// non è oggi che ho trovato l’entusiasmo”. In queste parole c’è tutta l’essenza della quarantena: la sensazione di essere immobili è forte e, forse, ci siamo pure abituati. Cosa significa per te questa canzone?

In realtà questa canzone è stata scritta ben prima della quarantena, la sensazione di essere immobili alle volte ti soverchia nonostante la libertà di potersi muovere.

Cosa o chi ti ha spinto sopra a un palco?

Ci sono salito da solo e non vedevo l’ora di farlo, ho iniziato a suonare sui palchi da quando avevo 11 anni come batterista ed è un bisogno che mi dà tanto, anche se ogni volta che devo esibirmi muoio dentro per la paura.

Se dovessi identificarti in un colore, quale sarebbe?

Sicuramente l’arancione, lo sostengo da quando ho imparato a parlare.

“Musicaeroplano” è la canzone con la quale sei arrivato in semifinale di Sanremo giovani. Lo consideri un nuovo inizio o, piuttosto, un traguardo raggiunto?

Né uno né l’altro, è uno dei tanti mattoncini che spero sommati mi porteranno ad emergere in questo ambiente.

Raccontaci un po’ la tua esperienza a Sanremo Giovani.

È stata una bella esperienza, sia per il contesto che si è creato tra noi finalisti, che per l’intensità dei giorni passati su a Sanremo. Ho imparato un sacco di cose, come per esempio ad approcciare un palco televisivo.

Nei tuoi pezzi sono molto presenti i temi della noia e dell’ozio, come in “Lunedì”. Cosa ti provocano questi sentimenti? Vorresti starci lontano o, piuttosto, ti piace sguazzarci?

Io sono bipolare, alle volte mi logorano, alle volte me li godo tutti.

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato di più?

Dico sempre che gli artisti che più ti ispirano sono gli stessi da cui prendere le distanze, altrimenti non si riuscirebbe a consolidare un’identità personale in musica.

Se potessi scegliere un artista con cui fare un featuring, chi vorresti al tuo fianco?

Mi piacerebbe lavorare con Salmo.

C’è qualcosa che ti spaventa della vita da artista?

L’essere riconosciuto.

Che programmi hai per il futuro? Concedici qualche anticipazione.

Non vedo l’ora di far uscire il disco che ho nel cassetto.

Allora, ci lasciamo con la speranza di ascoltare presto il nuovo disco di Le Larve. Intanto, consigliamo l’ascolto del suo ultimo singolo dal titolo “Quella cosa” che, nonostante sia stata scritta ben prima della quarantena, racchiude perfettamente i sentimenti che tutti stiamo provando da inizio 2020 a oggi. “Quella Cosa” fa capire che è normale a volte sentirsi immobili, immotivati e va bene anche così.

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